| Holiday in Ossezia 2010 - Debriefing Recon Team |
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| Scritto da Urbano |
| Giovedì 29 Aprile 2010 07:40 |
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La situazione diplomatica tra Ossezia e Georgia al momento e' critica ma la pace regge. La Task Force Britannia (di cui fa parte la Decima Regio) fara' le veci delle truppe ONU dislocate in Ossezia per difendere la popolazione da possibili aggressioni da parte dei georgiani. Ore 12:15 arriviamo in cima al colle senza rilevare nulla, e' arrivato il momento di contattare l'HQ e concordare un nuovo quadrante da esplorare. Improvvisamente sentiamo il rumore di un fuoristrada che sta salendo velocemente la collina. Arriva in alto e si ferma. Truppe georgiane scendono e si dispiegano nell'area. Iniziano a costruire un riparo con un telo verde e a montare una postazione missilistica. Purtroppo per noi tutto questo e' avvenuto a dieci metri dal nostro nascondiglio. La postazione nemica e' davanti di noi... i difensori si sono appostati alle nostre spalle; ormai siamo completamente circondati.
Anche il nostro respiro ci sembra troppo rumoroso quindi e' fuori discussione pensare di poter contattare il comando via radio e chiedere l'autorizzazione ad aprire il fuoco per attaccare la postazione o anche solo per coprirci la ritirata. Non abbiamo notizie della situazione tra Ossezia e Georgia per cui l'unica cosa sensata da fare e' dare per scontato che la pace stia resistendo e, ovviamente, non vogliamo essere noi a far scatenare la guerra. Non rimane che aspettare un momento di distrazione dei difensori per poterci allontanare e contattare il comando. Ogni movimento puo' attirare l'attenzione dei nemici per cui non possiamo assolutamente muoverci. Siamo sudati per la camminata in salita e distesi sul terreno umido, dopo una ventina di minuti iniziamo a tremare dal freddo. Quando una pattuglia mi passa accanto rilasso i muscoli e smetto quasi di respirare e di tremare... se riesco ancora a smettere di tremare vuol dire che il freddo e' ancora accettabile no? Un difensore si apparta ad urinare a cinque metri da noi...sull'albero appena dopo quello dove e' nascosto Nixiam. Il cuore mi batte all'impazzata ogni volta che un georgiano mi viene incontro. Finche' vedo cosa sta facendo sono abbastanza tranquillo perche' probabilmente sarei piu' veloce a sparare di lui. Il problema e' che camminando prima o poi uscira' dal mio campo visivo e io non posso girare la testa. L'unica cosa che si posso fare e' sperare e pregare che non mi arrivi una rafficata sulla schiena. ![]() Dopo piu' di due ore passate in queste condizioni finalmente sembra che i difensori siano radunati sul lato opposto dell'obbiettivo. Alziamo la testa, ci liberiamo dalle foglie e dai rami sotto i quali ci siamo infilati e ce la battiamo a gambe levate giu' dal versante nord. Dopo 200 metri ci appostiamo per vedere se siamo seguiti, nulla. Contattiamo il comando, riportiamo il nostro avvistamento. Ci riposiamo qualche minuto e riprendiamo a pattugliare. Seguiamo la linea di confine per cercare di individuare eventuali infiltrati nemici. Ore 16:20 arriviamo in localita' Camporsi, dove c'e' un grande caseggiato. Notiamo che la strada e' stata minata. Chiamiamo l'HQ, ci viene detto che e' stata una delle nostre pattuglie a minare la strada ma comunque di controllare la situazione. Arrivati alla casa incontriamo dei civili che ci raccontano che pochi minuti prima le truppe georgiane erano arrivate sparando ed uccidendo civili inermi. Hanno poi rinchiuso i sopravvissuti all'interno dell'edificio mentre rapivano uno di loro. Ci assicuriamo che i sopravvissuti fossero al sicuro e chiediamo se avessero bisogno di qualcosa. Facciamo immediatamente rapporto all'HQ. Documentiamo la strage dei civili facendo delle foto e decidiamo di tornare alla base per fornire le prove che potrebbero risultare fondamentali per scatenare un'eventuale azione armata contro la Georgia. Sono ormai le 5 quando torniamo alla base, pochi minuti piu' tardi rientra anche il resto della nostra squadra e ci ricongiungiamo a loro, pronti a seguire i nuovi ordini che non tarderanno ad arrivare. E' stato molto appagante partire la mattina successiva sotto il comando di Grigio per tornare in forze a conquistare la postazione missilistica che e' inesorabilmente caduta in nostro possesso e distrutta con il C4.
Non c'e' che dire, come esperienza e' stata molto emozionante. Fatico ancora a credere che i difensori non ci abbiano visto sulla cima di quel colle!
Vorrei ringraziare Nixiam che ha condiviso con me questa avventura comportandosi in maniera semplicemente perfetta.
Anche tutto il resto del torneo e' filato in maniera splendida. Mi sono divertito un sacco sia con i ragazzi del nostro club che con tutti gli altri della Task Force Britannia.
E' stato un vero piacere partecipare ad Holiday in Ossezia.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Aprile 2010 10:06 |





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